ENAC regole più semplici

ENAC normativa dedicata ai velivoli

Enac ha annunciato Regole più semplici e permissive. Per permettere al mondo dei droni di prendere il volo, anche in Italia, ma senza passi indietro sulla sicurezza. Enac ha accolto le richieste delle quattro associazioni de settore (Assorpas, UASIt, FIAPR e AIDroni) e ha scelto di rivedere, e migliorare, la normativa dedicata ai velivoli comandati a distanza. L’annuncio è arrivato il 20 marzo a Milano, proprio nel momento in cui le associazioni si riunivano, per la prima volta, in un forum permanente. A mettere tutti intorno allo stesso tavolo è stata Dronitaly , la manifestazione di riferimento, che quest’anno tornerà il 25 e 26 settembre – per la seconda edizione – a Milano.

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Nuove norme più semplici, leggere ed applicabili

Anche le nuove norme sono un cantiere aperto e l’Enac ha scelto di pubblicarle : fino al 20 aprile sarà possibile commentarle e suggerire degli aggiustamenti. “Non è nel nostro interesse, né nel nostro DNA imbrigliare la materia con troppe norme”, ha spiegato Alessandro Cardi, direttore centrale della regolamentazione tecnica di Enac. “Siamo d’accordo che servono regole semplici, leggere, applicabili. Puntiamo a garantire la sicurezza, ma anche a sviluppare il settore”.

Piloti e progettazione

La principale novità riguarda i piloti. L’accento è ora sulle competenze di chi, a distanza, si trova a guidare un drone. Non potrà più essere un dilettante, ma dovrà frequentare una scuola e ottenere una licenza, anche per droni sotto i 25 chili. “Ai piloti spetta la parte più importante della sicurezza, quella che si fa in tempo reale”, chiarisce Cardi. “Poi c’è anche la sicurezza preventiva, che dipende dall’operatore e dalle caratteristiche del velivolo. In questo, il peso non è tutto. Un drone non può essere considerato inoffensivo solo perché pesa due chili: servono caratteristiche che lo rendano effettivamente sicuro in termini di progettazione e materiali”.

 Nuove aree critiche

Anche su questo si volta pagina. La distanza minima dagli aeroporti si riduce da otto a tre chilometri. Non solo. Volando “a vista”, si potrà pure sorvolare le città. “Abbiamo preso una posizione coraggiosa – prosegue Cardi – e, unici in Europa, abbiamo scelto di consentire il sorvolo dei centri urbani. Certo, per i droni di 25 chili resta qualcosa di impensabile. Ma per quelli più piccoli basterà che la componente essenziale del velivolo – la centralina – rispetti uno standard minimo di sicurezza”.